STRATO ISOLANTE

     Questo strato è portato sopra lo strato assorbente e serve a contenere le perdite di calore corporeo. Può essere utilizzata una vasta gamma di materiali, generalmente sintetici (PILE, FIBRE CAVE), perché sono più leggeri della lana, mantengono il loro potere isolante anche se bagnati e generalmente si asciugano molto più in fretta delle fibre naturali, ma la termicità e la leggerezza della PIUMA D’OCA sono ancora inarrivate, anche se bisogna sempre fare attenzione alla qualità di quest’ultima, alla sua provenienza e soprattutto al rapporto piuma/piumino presente nell’imbottitura.

L’azienda di riferimento per l’utilizzo di piuma d’oca è senz’altro PATAGONIA, che utilizza soltanto piuma tracciabile al 100% proveniente da oche non sottoposte ad alimentazione forzata nè a spiumaggio da vive.

La qualità della piuma d’oca è data dal CUIN, cioè l’indice di “gonfiaggio” e misura la capacità della piuma di gonfiarsi e intrappolare aria (dunque di tenere caldo), dopo che è stat compressa. Il CUIN dei piumini Patagonia arriva a 800 o oltre per la serie “ultralight”. Ma non fidatevi di capi il cui CUIN scende stoot 650, perchè vuol dire che si utilizza piuma di qualità molto inferiore, e ricercate sempre la sigla RDS (Responsible Down Standard) che certifica l’assenza di spiumatura dal vivo, di alimentazione forzata e garantisce il rispetto della normativa sul benessere degli animali e la tracciabilità.

Anche le fibre sintetiche negli ultimi anni hanno raggiunto prestazioni notevoli, ma anche qui bisogna ricercare la qualità se non si vuole restare delusi.

Il riferimento in questo campo è PRIMALOFT, produttrice dell’omonima fibra e della sua evoluzione THERMOBALL, materiali che garantiscono calore senza massa, alta resistenza all’acqua, traspirabilità, comprimibilità e leggerezza. Rispetto alla piuma soffrono dunque meno l’umidità, tengono caldo anche da bagnati, anche se non hanno ancora la stessa comprimibilità. L’isolamento sintetico è dunque da preferire per l’utilizzo in attività intense, per i maltrattamenti e per gli ambienti molto umidi.

Lo strato isolante più utilizzato, rimane comunque il PILE, per la sua versatilità. Il Pile è un materiale molto tecnologico, costituito da un filo continuo di poliestere, arricciato in modo che intrappoli aria e tenga caldo. Per lavorare al meglio deve essere fatto bene e dunque non tutti i pile sono uguali. I migliori sono prodotti da MALDEN MILLS (il POLARTEC, commercializzato da quasi tutti i migliori marchi di outdoor), da PATAGONIA (il SYNCHILLA, prodotto a partire da bottiglie di plastica riciclate) e il POLARLITE (il pile di SALEWA, messo a punto in Italia).

Il Pile può avere varie pesantezze, in genere da 100 a 300, se è di buona qualità è tre volte più caldo della lana a parità di pesantezza o, il che è uguale, a parità di termicità è tre volte più leggero della lana. Tiene caldo anche da bagnato, si asciuga molto velocemente e non produce “pilling” a causa dello sfregamento. Per scegliere il vostro pile, tenete conto che, se dovete indossarlo sotto ulteriori strati di tessuto, per evitare che “leghi”, potete sceglierlo anche con la parte esterna liscia. Mezza zip o completamente aperto, a seconda che si usi come giacca o maglietta.